sabato 23 gennaio 2016

Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio



Ma voi siete la gente che Dio si è scelta, un popolo regale di sacerdoti, una nazione santa, un popolo che Dio ha acquistato per sé, per annunziare a tutti le sue opere meravigliose. Egli vi ha chiamati fuori delle tenebre, per condurvi nella sua luce meravigliosa.
Un tempo voi non eravate il suo popolo, ora invece siete il popolo di Dio. Un tempo eravate esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto la sua misericordia. 
(cfr 1 Pietro 2, 9-10)

Ai miei fratelli e sorelle di fede cristiana, 


in questi giorni in cui stiamo celebrando la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani diverse sono le veglie e le preghiere promosse per vivere questa comune speranza. Desidero condividere con voi i sentimenti e le riflessioni che il testo della Prima Lettera di Pietro ha suscitato in me.

Soprattutto il v. 9: “Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio”… Mi son chiesto quali sono queste opere meravigliose di Dio che siamo chiamati ad annunciare?

Beh la risposta è semplice: le opere che Dio compie in noi e attraverso di noi, le nostre stesse vite. Abbiamo una buona maestra, l’esempio di Maria. Sul suo esempio siamo chiamati a condividere le grandi cose che ha compiuto in noi l’Onnipotente perché Santo è il suo nome (Lc 1,49).

Tutta la nostra vita nella sua interezza. Perché l’intero è più del tutto; il tutto dice la totalità delle parti mentre l’intero dice di più… dice le relazioni tra le parti. Dio fa opere meravigliose nella nostra intera vita: nel nostro spirito, nella nostra anima e nel nostro corpo. Siamo un intero meraviglioso. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo (Sal 138,14).

Quando rifletto sulla nostra vita, sulle opere di Dio, tra le più grandi trovo la capacità di amare. Sì, la capacità di amare un altro intero, un altro essere umano e con lui condividere un progetto di vita, magari sposarsi e avere dei figli. Vivere “dell’amore personale che Dio ha per ciascuno di essi e per cui li chiama ad aiutarsi e a donarsi vicendevolmente per raggiungere la pienezza della loro vita personale; e dell’amore che porta all’umanità e a tutti i suoi figli, e per cui desidera moltiplicare i figli degli uomini per renderli partecipi della sua vita e della sua felicità eterna” (Papa Francesco - 2016).



Nel mio caso personale la capacità di amare un altro uomo, il desiderio di potermi prendere cura di lui, scrivere un progetto di vita insieme. Soprattutto, costituire una famiglia: generare (fecondazione assistita/ovulo donato/utero solidale), adottare, crescere ed educare dei bambini (senza paura perché ad essi non verranno mai meno figure maschili e femminili: nonni, zii e zie, sorelle e fratelli), perché siamo chiamati ad essere “fecondi” con l’anima, lo spirito e il corpo, con atteggiamenti di aiuto, di cura, di generosità, di amore, di responsabilità nei confronti di chi si ama.


Il rapporto omosessuale non può che essere vissuto come una esperienza d'amore, quella per cui una persona cresce e dà senso alla sua vita, quella in cui una persona impara ad amare e a lasciarsi amare. In un rapporto serio, fedele e responsabile tra due persone omoaffettive il corpo e il sesso hanno il loro significato “relazionale” per il loro potenziale di piacere, di conforto, di scioglimento delle tensioni. Perché siamo un intero: spirito, anima e corpo.

Dentro una relazione seria l'affetto va nelle due direzioni, è dato e ricevuto, e diventa dono, perdono, capacità di sostegno e di sopportazione, anche una relazione omoaffettiva è in questo senso “feconda”: aiuta la persona a uscire da sé e la porta verso l'altro, e dunque la muove anche verso l’Altro: Dio.



Queste sono le opere meravigliose che Dio compie in noi uomini e donne omoaffettive, gay e lesbiche… Queste io voglio condividere con i fratelli e le sorelle con cui mi ritrovo a pregare insieme in questa Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

Ma con voi desidero condividere anche il dolore che alcuni di voi ci infliggono, che alcune vostre chiese continuano a farci. Desidero che siate consapevoli del male che voi o la vostra chiesa compie nei nostri confronti. Che conosciate quanto sia difficile pregare accanto a chi nel quotidiano si disinteressa o lotta contro i nostri diritti, lotta perché ci venga negato il diritto di costruire una famiglia, lotta affinché non ci si lasci liberi di esprimere quella capacità di amare un altro intero, un altro essere umano e con lui condividere un progetto di vita. Imparate che nell’Amore non esistono unioni errate, non esiste un solo ed unico modello di famiglia, ma diversi tipi di unioni, famiglie diverse dove alcune attendono di veder riconosciuti i loro diritti.


“Questo è il sogno di Dio: che nessuno sia solo nella vita e che nessuna casa sia senza festa del cuore. Nessuno sia senza “attaccamento”, questo bisogno proprio dell'uomo di condividere la vita emotiva con altre persone, attraverso relazioni intime e stabili, attraverso disponibilità e affidabilità. In queste relazioni Dio ti sfiora, ti tocca”. E. Ronchi


Ricordatevi che è un dolore sentire dell’omosessualità frasi come queste: 

contro natura; 
le relazioni omosessuali come gravi depravazioni …contrari alla legge naturale1; 
comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale2;
le relazioni omosessuali sono atti privi della loro regola essenziale e indispensabile … intrinsecamente disordinati e tali che non possono essere approvati in nessun caso3;
immature affettivamente … le suddette persone si trovano, infatti, in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne4; etc..




Giovanni Corvitto

   Cristiano evangelico metodista









[1] Catechismo della chiesa cattolica
[2] De pastorali personarum homosexualium cura, 1986, Joseph Ratzinger
[3] Congregazione per la dottrina della fede - Persona Humana - ALCUNE QUESTIONI DI ETICA SESSUALE 1975
[4] Istruzione della Congregazione per l'Educazione Cattolica circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri.

1 commento:

  1. Uno scritto accorato, limpido, sincero... grazie per questa riflessione che molti tra noi dovrebbero leggere e neditare.

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