domenica 27 ottobre 2013

Alleluia... finalmente, era ora!

Finalmente Protestante! Oggi con la mia ammissione alla Chiesa Evangelica Metodista di Bologna e Modena è iniziato un nuovo cammino di vita. Un culto meraviglioso, in cui io ho dovuto esprimere la mia fede, ad arricchire la celebrazione è stata la presenza dei Luterani e degli Avventisti... per la prima volta riuniti insieme a festeggiare la Giornata della Riforma (31 Ottobre). 
Nell'accoglermi mi è stata consegnata una  Bibbia con incisa la pericope evangelica donatami per l'occasione: "Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta... Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli". Mt 5,14.16

Segue il testo della mia Confessione di Fede:

a Misericordia di Dio mi ha condotto in questa Chiesa, mi ha guidato in mezzo a voi, per far esperienza della vostra vita di cristiani. Mi sono ritrovato a partecipare al Culto e provare grande gioia nel sentire spezzare la Parola, in un modo a me del tutto originale e nuovo, lasciandomi coinvolgere intimamente dalla Parola di Dio. Vi ho frequentato, mi è piaciuto questo modo di pregare, il modo di vivere la vita cristiana che mi state testimoniando.

Nella Sacra Scrittura, la Storia della Salvezza passa attraverso le storie di uomini e di donne, di rapporti tra padri e figli, fra le storie di fratelli e di sorelle; fino a giungere a un Dio che si fa uomo e si dona all'umanità. Un Dio che insegna a uomini e donne, di ogni tempo, ad amarsi e riconoscersi fratelli e sorelle chiamandolo: Abbà. Ci indica ad essere responsabili della propria vita e di quella di quanti ci mette accanto e vivono con noi. Nel momento più opportuno il Signore mi ha presentato una Chiesa che - sforzandosi di vivere seguendo il Vangelo di Gesù Cristo - invita ad esercitare questa responsabilità per crescere come fratelli e sorelle in Cristo.

Oggi mi ritrovo qui a confessare e confermare la mia fede: la Fede in Gesù Cristo, in un solo Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo.

Una Fede che è dono e va vissuta in una Comunità nella ricerca continua del volto di Cristo attraverso il volto dei fratelli. Una Fede che è fiducia nell'Amore di Dio che ci viene donato; proprio in questo la fede trova il suo fondamento dato che “Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo” - 1Gv 4,19. “Non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati” - 1Gv 4,10, “affiché noi avessimo la vita per lui” - 1Gv 4,9b.

Ecco in cosa Credo: in un Dio che è Amore e che si dona! Perciò davanti a voi chiedo la Carità di Dio e la vostra, affiché, anche con il vostro aiuto, io possa imparare a vivere e crescere come uomo evangelico nell'Amore del prossimo e di Dio sulle orme di Cristo.

Signore Iddio e Padre nostro, ti preghiamo, ispìra le nostre azioni e accompagnale con il tuo aiuto: perché ogni nostra opera abbia da te il suo inizio e in te il suo compimento.
Amen.

In Domine Jesu Christe


Chiesa Evangelica Metodista di Bologna e Modena
Bologna, 27/10/2013

La Capolettera scelta raffigura la Conversione di Paolo, io prediligo parlare di illuminazione come descritta dal testo sacro e raffigurata nella miniatura. Anche perché, più che un convertito, Paolo è proprio un illuminato perché da quel momento in poi rileggerà le Scritture con un ottica diversa comprendendo quello che di Cristo gli verrà raccontato e spiegato durante i giorni della sua cecità dai suoi fratelli e sorelle cristiani di Damasco. L'ho scelta perché ci trovo delle affinità con il mio cammino... ;) 




Conversione di Paolo part. – 1455 ca. - di Zanobi Strozzi Miniatura del Corale Graduale A, carta: 22v - Polo Museale - Firenze

Sul fondo della lettera rosa, è la figura di Paolo folgorato dalla visione di Dio lungo la via per Damasco. Paolo, ancora con la corazza da cavaliere giace a terra con gli occhi accecati dalla luce divina: in alto a sinistra è infatti la piccola figura del Padre Eterno con il globo in mano, circondato da un’aura di luce dorata. Paolo è accompagnato da alcuni soldati in secondo piano che fuggono stupiti: uno di essi volge lo sguardo al cielo agitando la lancia. Pur rifacendosi allo schema complessivo della miniatura angelichiana, con il santo ripreso nell'identica posizione, Zanobi manifesta, nella descrizione del paesaggio, la propria interpretazione della storia, aggiungendo il bosco e prolungando il paesaggio fino alle montagne turrite. Le delicate pose dei soldati fuggitivi dell'Angelico sono qui mosse da un'agitazione che contrasta con la rigida figura del convertito.

lunedì 14 ottobre 2013

E che capperi!

Uffi... son stufo, stufo all'ennesima potenza! Cerco lavoro... aiutatemi, che capperi non si trova lavoro e fatemi lavorare.

Cerco ancora di tutto!

:(