mercoledì 19 ottobre 2016

Turbinio di eventi

Sto attendendo che l’asciugatrice finisca il suo programma… è stata una giornata impegnativa, mi hanno pure consegnato il diploma! Diciamo che sono stati mesi impegnativi pieni di gioia e di dolore. Ho iniziato a frequentare un ragazzo; sono riuscito a diplomarmi per la seconda volta; ho perso mio padre.

sabato 16 aprile 2016

Capovolte nella Fede


Proprio così è stata intitolata l'intervista che Domenico Di Cesare ha raccolto nel suo saggio:  
"Chiesa e omosessualità - un matrimonio imperfetto".
  
Domenico Di Cesare raccoglie una serie di esperienze che affrontano uno degli aspetti più vivi e controversi del momento: il rapporto tra la Chiesa cattolica e l’omosessualità. Un tema segnato da vicende dolorose e complicate che spesso sono liquidate dall’opinione pubblica con semplificazioni e generalizzazioni che non considerano un aspetto fondamentale: vengono chiamate in causa individualità che tentano ogni giorno di vivere la propria fede e vocazione religiosa facendo i conti con affettività e sessualità puntualmente negate e frustrate dalla società. Percorsi a volte tortuosi e a volte più lineari e coerenti sono narrati con sensibilità dall’autore, che ha saputo restituire la complessità di un mondo dove nulla è semplice e niente è generalizzabile. Nel saggio, compaiono testimonianze protette dall’anonimato e il pensiero di personalità conosciute e impegnate nella ricerca di una strada verso la libertà e la dignità di chi tenta di conciliare l’inconciliabile: Giovanni Corvitto, Antonio Selmi, Gustavo Gnavi, Goffredo Crema e Krzystof Charamsa. Gli approfondimenti in appendice hanno per oggetto la figura di don Marco Bisceglia (con le importanti testimonianze dei primi due presidenti di Arcigay nazionale: Beppe Ramina e Franco Grillini), i rapporti tra religione e omosessualità e infine i diritti LGBT in Europa e nel resto del mondo.
Capovolte nella fede descrive il mio cammino nella chiesa e nella presa di consapevolezza della mia omoaffetività riporto di seguito alcuni passi e vi consiglio il Saggio per le altre testimonianze.

giovedì 14 aprile 2016

Atti 9,1-20 La "conversione" di Paolo



Nella Bibbia i versetti di Atti 9,1-20 vengono intitolati come la “conversione” di Paolo, ma a me ciò non convince. Prima di tutto, come forse ho letto da qualche parte, quella di Paolo non è una conversione ma una “illuminazione”: ai testi della Scrittura che egli ben conosceva; su ciò che credevano i primi seguaci di Gesù. Poi, proprio in Atti 9,3, l’esperienza di Paolo ci è descritta come una illuminazione: “sfolgorò intorno a lui una luce dal cielo”. In terzo luogo, concordo con quanti sostengono che questo brano non sia stato inserito per descrivere l’esperienza di Paolo durante il viaggio verso Damasco che viene ripresa in modo diverso altre due volte nel libro degli atti; bensì sia collegato agli episodi adiacenti dei capitoli 8 (il battesimo dell'eunuco Etiope - Atti 8,26-39) e 10 (il battesimo del centurione Cornelio - Atti 10,1-47). 

Molti citando questi brani, parlano di conversione; potrebbe essere anche corretto, però non voglio fare l’analisi del termine conversione, ma.... 

domenica 31 gennaio 2016

A difesa delle Famiglie

Valdesi, metodisti e luterani difendono tutte le Famiglie.


Roma (NEV), 27 gennaio 2016 – Nell'imminenza del voto parlamentare sui diritti delle coppie di fatto e omosessuali, il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese, interviene nel dibattito.

sabato 23 gennaio 2016

Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio



Ma voi siete la gente che Dio si è scelta, un popolo regale di sacerdoti, una nazione santa, un popolo che Dio ha acquistato per sé, per annunziare a tutti le sue opere meravigliose. Egli vi ha chiamati fuori delle tenebre, per condurvi nella sua luce meravigliosa.
Un tempo voi non eravate il suo popolo, ora invece siete il popolo di Dio. Un tempo eravate esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto la sua misericordia. 
(cfr 1 Pietro 2, 9-10)

Ai miei fratelli e sorelle di fede cristiana, 


in questi giorni in cui stiamo celebrando la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani diverse sono le veglie e le preghiere promosse per vivere questa comune speranza. Desidero condividere con voi i sentimenti e le riflessioni che il testo della Prima Lettera di Pietro ha suscitato in me.

Soprattutto il v. 9: “Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio”… Mi son chiesto quali sono queste opere meravigliose di Dio che siamo chiamati ad annunciare?

Beh la risposta è semplice: le opere che Dio compie in noi e attraverso di noi, le nostre stesse vite. Abbiamo una buona maestra, l’esempio di Maria. Sul suo esempio siamo chiamati a condividere le grandi cose che ha compiuto in noi l’Onnipotente perché Santo è il suo nome (Lc 1,49).

Tutta la nostra vita nella sua interezza. Perché l’intero è più del tutto; il tutto dice la totalità delle parti mentre l’intero dice di più… dice le relazioni tra le parti. Dio fa opere meravigliose nella nostra intera vita: nel nostro spirito, nella nostra anima e nel nostro corpo. Siamo un intero meraviglioso. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo (Sal 138,14).

Quando rifletto sulla nostra vita, sulle opere di Dio, tra le più grandi trovo la capacità di amare. Sì, la capacità di amare un altro intero, un altro essere umano e con lui condividere un progetto di vita, magari sposarsi e avere dei figli. Vivere “dell’amore personale che Dio ha per ciascuno di essi e per cui li chiama ad aiutarsi e a donarsi vicendevolmente per raggiungere la pienezza della loro vita personale; e dell’amore che porta all’umanità e a tutti i suoi figli, e per cui desidera moltiplicare i figli degli uomini per renderli partecipi della sua vita e della sua felicità eterna” (Papa Francesco - 2016).